In Spagna le politiche pubbliche si aprono all’economia solidale. In Italia?

Attraverso la comune appartenenza a RIPESS Europa, Solidarius Italia sta intensificando le sue relazioni con le esperienze di rete di diversi paesi.
In particolare, i rapporti con la REAS (rete delle reti) in Spagna si stanno qualificando sempre più sugli strumenti di analisi, sui modelli di organizzazione delle reti e sulla capacità di queste di proporre politiche pubbliche a sostegno dell’economia solidale per promuovere un nuovo modello di sviluppo locale economico, ecologico e socialmente sostenibile. Così come un altro terreno di dialogo e di impegno è costituito dalla comune appartenenza al “sistema” di FIARE-Banca Etica.
Nelle loro realtà l’economia solidale viene sempre più considerata modalità e strumento per la trasformazione dei territori, perché sia davvero posto al centro il bem-viver delle persone, la dignità del lavoro e della vita di ciascuno e di tutte e di tutti. Questo comporta che la gestione delle istituzioni, proprio a partire da quelle locali sia a servizio del bene comune e che siano diffusi strumenti e occasioni di partecipazione sociale e politica rivolti, nel loro insieme, alla “sostenibilità della vita”.
Su questi temi Solidarius Italia in collaborazione con Moby Dick biblioteca e hub culturale, ha organizzato un incontro pubblico proprio nella sede della biblioteca, a Roma in Via Edgardo Ferrati, 3a, alla Garbatella per il 25 marzo dalle 18 alle 19,30.
Nell’incontro Carlos Askunze Elizaga, uno dei principali esponenti del Comitato di Coordinamento della REAS, a Roma proprio su invito di Solidarius Italia, presenterà non solo l’esperienza complessiva delle reti spagnole di economia solidale ma, in particolare, illustrerà una pubblicazione che si inserisce nel quadro del progetto di una di queste reti (REAS Euskadi) denominato “Politiche pubbliche locali per un’economia sociale e solidale”. Attraverso differenti attività (di ricerca, formazione, sensibilizzazione alla cittadinanza, diffusione e interlocuzione istituzionale), nella pubblicazione di sintesi si cerca di identificare politiche pubbliche fondate sui principi e sulle pratiche dell’economia sociale e solidale e di sviluppare strumenti al servizio della trasformazione dei territori.
L’incontro pubblico non vuole essere solo occasione di ascolto attento ma si propone anche come momento di partecipazione attiva che metta al centro una riflessione, obbligata, su quanto succede a casa nostra, in Italia e su se, quanto e come i poteri pubblici locali si stiano impegnando per iniziare davvero a cambiare, dal basso e con il contributo di cittadini attivi, un modello di sviluppo sociale ed economico che ogni giorno di più si sta rivelando iniquo e fallimentare.