Strumenti di scambio e credito mutuale per le economie solidali

Diversi tipi di “monete altre”, sociali o comunitarie, locali e complementari, stanno suscitando un’attenzione crescente anche nel nostro paese, specie dopo l’ultima crisi finanziaria globale. Rimane però ancora largamente sottovalutato il ruolo che gli strumenti di scambio e di credito mutuali possono svolgere nel favorire le economie solidali, le pratiche del consumo critico e le nuove agricolture sostenibili. Opportuni strumenti di scambio, di credito e di misura dei valori economici possono rendere le pratiche eco-solidali più forti e condivisibili, ampliando la stabilità e sostenibilità della domanda dei loro beni e servizi, favorendo la costruzione dei patti territoriali che ne dovrebbero stare alla base, e rafforzando le progettualità collettive indirizzate al prendersi cura dei bei comuni, delle persone e delle loro attività lavorative.
Da qui l’utilità di una scuola/laboratorio aperta al confronto tra esperienze diverse. Per sostenere dunque, tali prospettive, i gruppi Ricerca del Tavolo RES e RetiCS, Solidarius Italia e l’Associazione Decrescita organizzano a Giovinazzo di Bari dal 14 al 16 settembre una Scuola/Laboratorio dedicata agli “Strumenti di scambio e credito mutuale per le economie solidali”.
S i seguito pubblichiamo il contributo che Euclides Mance ha predisposto per la Scuola/Laboratorio.

Segni di valore e liberazione economica (1)

Euclides Mance

05/09/2018

Segno di valore è una nozione ampia, che include qualsiasi simbolo stabilito da una comunità per rappresentare o sostituire i valori nelle transazioni economiche. Nel caso particolare che qui ci interessa, le repliche del segno di valore sono riprodotte, in generale, in forma stampata o elettronica, emesse ed eliminate secondo le regole stabilite dalla comunità che istituisce il segno e usate nello scambio di valori economici da persone, organizzazioni, aziende, comunità, paesi o altri attori.
I segni di valore monetario sono segni di valore le cui regole, stabilite per il loro uso, assicurano lo scambio con valute ufficiali come l’euro, il dollaro o la moneta nazionale.
I segni di valore non–monetario sono segni di valore che in base alle regole stabilite per il loro uso, possono essere scambiati con beni e servizi, ma non hanno garanzia di scambio con monete di valuta ufficiale.
Il Sistema di Interscambio del Capitale è il mercato. Al suo interno i valori di scambio sono interscambiati attraverso la mediazione di segni di valore monetario che svolgono il ruolo di denaro per la realizzazione di profitti. I segni di valore che operano come monete complementari al denaro nel mercato in generale o come monete sociali in mercati particolari – nei quali gli interscambi hanno bisogno di utilizzarli in base al valore di scambio dei beni e dei servizi interscambiati – svolgono la medesima funzione del denaro, come equivalente generale di valore per l’interscambio di merci.
Così, tanto come mediazione complementare della riproduzione ampliata del capitale, nel primo caso (con la realizzazione privata di profitti nell’operazione di interscambio) o come mediazione per scambi solidali semplici nel secondo caso (in cui non c’è realizzazione di profitti), la sola adozione di questi segni di valore non contribuisce ad avanzare nella liberazione delle forze produttive, nella liberazione dei mezzi di scambio, nella liberazione dei segni di valore dalla loro subordinazione alla logica del mercato e nella liberazione economica delle comunità umane. Questo richiede l’appropriazione, l’impiego e il consumo dei valori d’uso
– beni e servizi – in base ai bisogni di ciascuno e non alla quantità di segni di valore che ciascuno ha da offrire in qualche mercato.
Il Sistema di Intercambio Solidale, a sua volta, è costituito da una comunità nella quale i partecipanti, da un lato emettono segni di valore non monetario per scambiare beni e servizi tra loro, mirando a promuovere il bem viver di tutti; e, da un altro lato, creano fondi monetari per realizzare la liberazione delle forze produttive, cioè, per sostenere la creazione e lo sviluppo di imprese produttive (cooperative, aziende autogestite o la produzione autonoma e individuale di beni e servizi) che amplino le offerte di beni e servizi per scambi solidali tra i partecipanti all’interno della comunità.
Nella sua forma più semplice di funzionamento, i contributi in denaro dei partecipanti versati in un fondo monetario comune, vengono convertiti in segni di valore non monetario (punti o crediti) da utilizzare per gli scambi di beni e servizi all’interno della comunità.
Tutto il denaro immesso nel fondo diventa proprietà della comunità. Questa, a sua volta, presta questo denaro ai partecipanti per attività che portino alla liberazione delle forze produttive, denaro che poi dovrà essere restituito dal partecipante al fondo. D’altra parte, se il partecipante possiede segni di valore non monetario (punti o crediti) ottenuti nei suoi scambi nel sistema, può richiederne la conversione in denaro, presentando un progetto alla comunità. Se la comunità approva il progetto, si realizza la compensazione tra i segni di valore In questo caso una somma in denaro del fondo viene trasferita al partecipante per la realizzazione del progetto approvato dalla comunità e i crediti o punti corrispondenti che lui aveva ricevuto in cambio di quel denaro, vengono eliminati dal sistema di interscambio. Se invece il progetto non viene approvato, tale conversione non ha luogo.
I Circuiti Economici Solidali, poi, sono organizzazioni collettive che promuovono la produzione, l’interscambio, l’appropriazione e il consumo solidale di beni e servizi. In sintesi essi danno origine a fondi di economia solidale per la liberazione delle forze produttive; creano segni di valore non-monetario per liberare, dalla logica del mercato, la rappresentazione del valore economico utilizzata nei suoi interscambi; utilizzano questi segni di valore per la liberazione dei mezzi di scambio in seno alle comunità e tra di esse; e, infine, promuovo l’appropriazione individuale, sociale o pubblica dei mezzi di uso e il proprio consumo sostenibile, perché con esso sia possibile garantire l’avanzare continuo della liberazione delle comunità umane nella realizzazione del bem viver di tutte le persone.
In una delle sue diverse configurazioni, il circuito organizza un emporio. L’emporio e tutti i partecipanti del Circuito possiedono cataloghi di compra/vendita, scambi e doni, sui quali possono fare offerte o richieste di prodotti, cioè di beni e servizi. Tutti i partecipanti, compreso l’emporio, possiedono conti elettronici che consentono loro, all’interno del circuito, di realizzare acquisti in denaro, scambi attraverso punti e donazioni con doni.
Una percentuale sugli acquisti realizzati in denaro dai partecipanti nell’emporio del Circuito è destinata al fondo della comunità, per le attività di liberazione delle forze produttive. Il partecipante che ha realizzato l’acquisto, d’altra parte, riceve lo stesso valore, sotto forma di segno di valore non monetario (punti), nel suo conto elettronico per gli scambi. Con questi punti egli può ottenere beni e servizi offerti per lo scambio da altri partecipanti al circuito, compreso dall’emporio nei suoi cataloghi di scambio. A sua volta, nei cataloghi delle donazioni, sono offerti beni e servizi che possono essere ricevuti senza bisogno di offrire denaro o punti. Le ricevute dei doni in donazioni, tuttavia, vengono ugualmente registrate nello storico elettronico delle transazioni del circuito, con la descrizione del bene o del servizio ricevuto, di chi lo offre e di chi lo riceve e la data in cui avviene. Poiché, chi riceve qualcosa in dono dalla comunità deve restituire, secondo le proprie capacità, qualcos’altro alla comunità, che soddisfi i bisogni di qualcuno dei suoi partecipanti.
Nei cataloghi di acquisti e scambi, l’interscambio è stabilito attraverso il valore del prodotto e dei segni di valore offerti in cambio di quello, dovendo essere uguali tra loro.
Invece nel catalogo dei doni, lo scambio è stabilito dai bisogni e dalle capacità dei partecipanti e si realizzano scambi diseguali in considerazione dei bisogni e delle capacità di tutti, seguendo il principio: “da ciascuno secondo le proprie capacità e a ciascuno secondo i propri bisogni”.
In un circuito economico solidale, esistono tre forme differenti di supportare i segni di valore non monetario per gli scambi: il denaro, il prodotto e il lavoro.
Il partecipante può ricevere segni di valore non monetario nel suo conto di scambio o in biglietti cartacei:
– Quando aggiunge denaro al fondo o quando un margine dei suoi acquisti in denaro viene destinato al fondo. Resta la comunità responsabile della gestione del fondo solidale, dell’approvazione di prestiti che saranno restituiti in denaro, ricomponendo il valore nel fondo, o dell’approvazione di progetti di compensazione in cui saranno restituiti segni di valore non monetario che vengono eliminati dalla circolazione per un valore identico a quello diminuito con questa operazione;
– Quando aggiunge un prodotto all’emporio: l’emporio sarà responsabile di eliminare lo stesso ammontare di segni di valore che è stato emesso all’ingresso del prodotto quando il prodotto uscirà.

– Quando inserisce nel circuito un valore corrispondente a un certo numero di ore di lavoro concordato con la comunità: il partecipante, qualora lasci il circuito, dovrà restituire questo ammontare di segni di valore alla comunità perché sia eliminato.
Rispettando questo meccanismo di emissione ed eliminazione dei segni di valore, l’importo in segni di valore non monetario in circolazione nel circuito locale o nel sistema di intercambio internazionale sarà sempre supportato da denaro, prodotto o forza lavoro disponibile, garantendo la solvibilità del sistema.
A sua volta, il denaro esistente nei fondi locali, nazionali e internazionali, rimarrà disponibile per essere usato nella liberazione economica dei partecipanti e delle loro comunità.

Liberazione economica
Tutti gli esseri umani hanno differenti necessità e capacità che devono essere, rispettivamente, soddisfatte ed esercitate per il mantenimento e l’espansione della propria libertà. Poiché nessuno è in grado di rispondere da solo a tutti i suoi bisogni con le proprie capacità, il mantenimento e l’espansione delle libertà umane richiedono di organizzare relazioni sociali di produzione, di interscambio, di appropriazione e di consumo nel miglior modo possibile, per l’espansione delle libertà di tutti.
La liberazione economica cerca, dunque, di far incontrare la risposta e lo sviluppo dei bisogni umani con l’esercizio e lo sviluppo delle capacità umane attraverso l’organizzazione di comunità, ampliando le libertà pubbliche e personali di tutti, in maniera ecologicamente sostenibile e socialmente giusta.
Il processo del valore economico come un tutto /nel suo complesso, da realizzare in modo liberante e continuo, con modalità ecologicamente sostenibile, può essere analizzato sotto quattro aspetti:
– La produzione di beni e servizi – realizzata con l’impiego di mezzi di produzione e di lavoro per produrli;
– La circolazione di beni e servizi – realizzata con l’impiego di mezzi di circolazione e di lavoro per il loro interscambio;
– La rappresentazione del valore di beni e servizi – realizzata con l’impiego di mezzi simbolici necessari tanto alla misurazione del valore dei mezzi economici di produzione e consumo, richiesti o disponibili, e per la misurazione del valore economico utilizzato nella loro produzione e circolazione e quanto per la sostituzione di questi mezzi economici, di produzione e consumo nel processo di interscambio;
– L’uso e il consumo di beni e servizi sia per soddisfare i bisogni finali degli esseri umani, sia, con questi, per produrre altri beni e servizi e garantire la loro circolazione.
La liberazione economica, pertanto, si rivolge a questi quattro aspetti, rispettivamente: la liberazione delle forze produttive, la liberazione dei mezzi di scambio, la liberazione del valore economico e la liberazione delle comunità umane.
Poiché la rappresentazione del valore economico, nella forma di segni di valore, esige un processo di regolazione sociale nell’utilizzo di questi segni garantendo la conservazione del valore in essi rappresentato attraverso il diritto al loro scambio con valuta corrente o attraverso beni e servizi; e poiché la formazione sociale svolge un ruolo centrale in questa regolazione sociale e nel garantire questo diritto; allora dipenda dalla formazione sociale la conservazione dei segni di valore come riserva di valore e come mezzo di scambio per la realizzazione di profitto in denaro attraverso il capitale con la vendita di merce e per l’accumulazione di capitale sotto la forma di segni di valore. Se così non fosse tutto il capitale accumulato in denaro, titoli, azioni o sotto qualsiasi altra forma di segno di valore monetario o non-monetario semplicemente sparirebbe, se le regole vigenti sull’impiego di questi segni di valore cessassero di esistere.
Per questo è la formazione sociale capitalista – con il suo diritto e potere coercitivo nella regolazione sociale
– che rende possibile, in modo alienato, la liberazione del capitale dalla sua forma particolare di merce per raggiungere la sua forma universale di denaro, come mezzo di scambio nell’ambito del mercato; così come rende possibile la metamorfosi di questo denaro, come forma di valore universale, in mezzi di produzione, sotto forma di valori particolari, per la produzione di nuovi beni e servizi con lo sfruttamento del lavoro. Questi, con la loro vendita, saranno convertiti in merce per la realizzazione di profitti in denaro e il capitale raggiungerà nuovamente la sua forma universale sotto la forma del segno di valore monetario nel mercato.
D’altro canto, l’organizzazione delle comunità umane, collaborative e solidali rende possibile la liberazione del valore economico, costretto nei circuiti di riproduzione ampliata del capitale, per trasformarlo in valore economico sociale nei circuiti economici solidali – con la liberazione delle forze produttive e la liberazione dei mezzi di scambio-, dando origine, progressivamente, ad una nuova formazione sociale che mira a realizzare la liberazione economica di tutte le persone.
Le comunità economiche che praticano forme di economia di liberazione organizzano la rappresentazione del valore economico, la produzione, la circolazione, l’appropriazione, l’uso e il consumo dei beni e dei servizi, dei mezzi di produzione e circolazione mirando ad espandere le libertà di tutti e a promuovere il bem viver dei suoi componenti, considerando i differenti bisogni e capacità di ciascuno.
Dal momento che cercano di espandere le libertà di tutti, i circuiti economici solidali locali sono organizzati in maniera aperta, in reti collaborative e possono essere integrati in sistemi di interscambio solidale nazionali e internazionali. L’organizzazione di questi circuiti, integrati in un sistema di interscambio solidale globale, rende possibile che il processo del valore economico nel suo insieme, nella sua riproduzione allargata, contribuisca ad espandere le libertà pubbliche e private nelle comunità in esso integrate, sostituendo progressivamente il mercato mondiale – necessario alla riproduzione di capitale e ambito di realizzazione della universalità del denaro come mezzo di scambio – con una comunità economica mondiale, che riconosca la presenza del lavoro e della cultura delle comunità umane in ciascun valore d’uso prodotto da esseri umani, in ogni prodotto, bene o servizio, come manifestazione dell’umanità, dell’individuo e della comunità, realizzato nell’universalità del valore economico. Questi prodotti, invece di essere convertiti in merce per la realizzazione di profitti nel mercato, sono considerati come mezzi per espandere le libertà di tutti e di ciascuno in seno alle comunità umane, attraverso la loro appropriazione individuale, sociale o pubblica e attraverso il loro uso e consumo per il ben viver di tutti e di tutte.
Con ciò le necessità umane, soddisfatte in modo umano, smettono di essere motivo di sofferenza per la carenza di ciò che manca, per diventare elemento adatto a godere la vita in comunità, nella vicinanza umana con altri esseri umani, nella comunione umana dei viventi. Comunione che invita alla collaborazione solidale delle persone tra loro, nel reciproco riconoscimento delle loro differenze, necessità e capacità, e nell’unità condivisa delle loro esistenze per agire dialogicamente unite nello sviluppare la loro umanità, la loro natura umana comunitaria – poiché nessuno libera nessuno e nessuno si libera da solo, visto che gli essere umani si liberano sempre in comunione. E come non esiste persona senza comunità, né comunità senza persona, una comunità davvero umana è lo spazio dei sviluppo dell’umanità di tutti e di ciascuno, di incontro d’amore delle differenti capacità e necessità umane, dei differenti saperi e modi umani di vivere nel mondo, di dire dialogicamente il mondo e di trasformarlo. Perché, in sintesi, la comunità umana è lo spazio in cui fioriscono le libertà di tutti e di ciascuno.

(1) Traduzione a cura di Soana Tortora, rivista dall’Autore