Tra marzo e maggio 2025 si è svolto il laboratorio di costruzione di una Mappa di Comunità realizzato con gli studenti e le studentesse delle scuole secondarie di II grado limitrofe al comprensorio, attraverso i PCTO, e coinvolgendo gli abitanti del quartiere. Un’esperienza di esplorazione urbana, ricerca partecipata e immaginazione collettiva.
Il laboratorio ha attraversato spazi, storie e relazioni del quartiere, alternando momenti di confronto, attività creative e uscite sul territorio. L’obiettivo non era semplicemente “fare una mappa”, ma costruire insieme uno sguardo condiviso su Vigne Nuove, in un processo di attivazione territoriale intento a capire cosa esiste oggi, cosa è scomparso nel tempo e cosa potrebbe nascere in futuro.
Il percorso si è sviluppato attraverso alcune fasi principali. Ogni fase è stata costruita in modo partecipato, lasciando spazio all’autonomia e alle intuizioni dei ragazzi e delle ragazze coinvolte:
- costruzione del gruppo e di relazioni di fiducia;
- raccolta di percezioni e rappresentazioni soggettive del quartiere;
- approfondimento della memoria storica di Vigne Nuove;
- esplorazione urbana e mappatura dei servizi esistenti;
- trasformazione dei partecipanti in co-progettisti del processo
- raccolta di desideri, bisogni e proposte degli abitanti;
- co-progettazione di possibili attività e servizi futuri;
- produzione collettiva degli strumenti di comunicazione (mappa e video finale).
Fin dal primo incontro il laboratorio è stato pensato come uno spazio di confronto libero, un luogo accogliente per favorire la costruzione del gruppo. I partecipanti si sono conosciuti attraverso giochi e attività di ice breaking, piccoli esercizi utili a rompere le distanze e creare fiducia reciproca. Uno dei primi esercizi ha chiesto ai ragazzi e alle ragazze di rappresentare Vigne Nuove liberamente: con parole, disegni, colori, frasi o simboli. Prima ancora di parlare del quartiere in modo “tecnico”, l’obiettivo era far emergere percezioni personali ed emotive, restituendo complessità e punti di vista differenti.
Da qui è iniziato un percorso che ha intrecciato memoria, osservazione e progettazione.
Attraverso immagini, testimonianze e stralci di interviste, il laboratorio ha restituito la dimensione storica ma anche sociale del comprensorio. I partecipanti hanno scoperto come il quartiere fosse nato dentro una visione dell’abitare sociale che immaginava case, servizi e spazi collettivi come strumenti di benessere e vita comunitaria.
Il laboratorio aveva l’obiettivo di tracciare un filo rosso per immaginare e desiderare un futuro per il quartiere che si collegasse alla sua vocazione sociale originaria. Per farlo sono stati introdotti gli strumenti metodologici della ricerca-azione e della mappatura partecipata. La costruzione della mappa di comunità è stata infatti affrontata non come un’attività tecnica affidata a esperti esterni, ma come un processo collettivo basato sullo sguardo di chi vive il territorio.
Uno dei momenti centrali del laboratorio è stata l’esplorazione urbana del quartiere. Divisi in piccoli gruppi, i partecipanti hanno attraversato il comprensorio di Vigne Nuove e le aree circostanti con mappe cartacee, taccuini realizzati con materiali di recupero, telefoni per fotografare e registrare appunti. L’obiettivo era osservare il territorio con attenzione, andando “a caccia” non solo dei servizi esistenti ma anche di tracce, dettagli e storie invisibili.
Durante le passeggiate sono emersi elementi molto diversi tra loro: botteghe artigiane, vecchie insegne ormai scolorite, spazi abbandonati, luoghi di incontro, racconti informali tramandati dagli abitanti. Alcuni partecipanti hanno assunto spontaneamente il ruolo di “memoria storica” del quartiere, condividendo ricordi familiari e narrazioni legate agli spazi del comprensorio. Infatti solo alcuni vivevano nel comprensorio o nel quartiere, molti altri attraversavano quella zona solo per andare a scuola.
Proprio da queste osservazioni è nato uno dei temi più interessanti del percorso: il “fai da te” come forma di attivazione comunitaria. Attraverso la presenza di attività artigianali, serrande riaperte informalmente e spazi auto-organizzati, i ragazzi hanno iniziato a riflettere sul rapporto tra bisogni collettivi, iniziativa personale e capacità di trasformare il territorio.
La mappa, nel frattempo, prendeva forma fisicamente incontro dopo incontro. Non una mappa “pulita” e neutrale, ma una mappa fatta di relazioni, memorie, emozioni e possibilità.
Parallelamente all’analisi del presente, il laboratorio ha aperto progressivamente uno spazio dedicato all’immaginazione del futuro. Partendo dagli spazi del progetto We-Z — come l’area adiacente l’ex mercato, il parco, gli spazi da riaprire e i Casali di Faonte — i ragazzi hanno iniziato a immaginare attività, servizi e funzioni possibili per il quartiere.
Con il passare degli incontri il gruppo è diventato sempre più autonomo e coinvolto. I ragazzi non erano più semplici partecipanti, ma veri co-progettisti del processo. Hanno contribuito alla comunicazione pubblica del progetto, ideando volantini, slogan, reel social e modalità di coinvolgimento degli abitanti. Il titolo scelto per le iniziative pubbliche — “Famolo ’nsieme” — racconta bene il clima che si era creato nel laboratorio.
Le uscite pubbliche ai mercati del Tufello e di Val Melaina, così come l’iniziativa realizzata nella piazzetta dell’ex mercato del comprensorio, hanno rappresentato un momento decisivo. Per la prima volta i ragazzi si sono trovati a raccontare il progetto agli abitanti, raccogliendo desideri, ricordi e proposte direttamente nello spazio pubblico. Alcuni si occupavano delle interviste, altri della documentazione fotografica, altri ancora della costruzione della mappa collettiva o dell’animazione delle attività per bambini.
La mappa di comunità è diventata così uno strumento di incontro tra generazioni e abitanti differenti, capace di aprire conversazioni che difficilmente avrebbero trovato altri spazi.
Negli ultimi incontri il lavoro si è concentrato sulla costruzione di uno storyboard e sulla realizzazione di un video collettivo dedicato alla mappa di comunità. Un video interattivo, costruito artigianalmente, in cui i partecipanti attraverso disegni, icone, oggetti scenici e animazioni manuali, hanno raccontato il passato, il presente e i desideri futuri di Vigne Nuove, trasformando il percorso svolto in una narrazione condivisa.
L’ultima giornata del laboratorio è stata dedicata alla restituzione pubblica e all’autovalutazione. Guardando indietro al percorso fatto, molti ragazzi/e hanno raccontato di aver cambiato il proprio sguardo sul quartiere. Alcuni hanno parlato delle persone incontrate, altri dei luoghi scoperti, altri ancora del clima relazionale costruito nel laboratorio.
Alla restituzione pubblica hanno partecipato alcuni attori, in particolare associativi, del territorio, ai quali gli stessi partecipanti del laboratorio hanno mostrato la mappa e il video prodotti. I risultati della mappatura collettiva sono serviti come base di confronto e come prima occasione di coinvolgimento nel percorso di creazione di servizi per il quartiere in partenza nei prossimi mesi.